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Targa del Texas - unica, come unico deve essere ciò che vuoi vendere online

Non Fatemi Pensare

Se osservate un attimo la targa automobilistica del TEXAS qui riprodotta vi fate subito un'idea precisa di cosa intendiamo con "Non Fatemi Pensare". Vedendo questa targa si intuisce immediatamente che si tratta di una targa del Texas, ancora prima di leggere qualsiasi parola. E questo non vale solo per la targa del Texas, ma per la targa di molti stati USA.

Un sito web dovrebbe essere come queste targhe: come lo apriamo dovremmo capire subito di cosa tratta, cosa propone, cosa vende. Dovremmo trovare subito i recapiti telefonici, email e indirizzo dell'azienda, dovremmo individuare rapidamente i link che ci conducono alle sezioni o pagine che ci interessano.

Secondo un sondaggio di un'azienda americana specializzata nel  rilevare i comportamenti e le abitudini degli utenti internet risulta che abbiamo 6 secondi per vendere, ossia, se in 6 secondi non riusciamo a convincere il visitatore che è arrivato sul sito giusto rischiamo di perderlo.

Quanti potenziali clienti perdono ogni giorno le aziende che hanno la home page del loro sito che impiega 20 o 30 secondi solo per far vedere un logo che gira sullo schermo abbinato ad un "please wait, loading in progress" condito magari da una musica come sottofondo? Sicuramente molti.

A qualcuno ciò che sto scrivendo sembrerà una cosa scontata, ovvia, ma non lo è per niente. Provate a navigare su vari siti, anche di aziende famose, e vi renderete conto che questa filosofia progettuale viene quasi sempre ignorata. Tra le tante aziende conosciutissime presenti in internet, Google è una delle poche che segue da sempre le suddette regole. La home page di Google è scarna, non ha decine di immagini e di banner ne un'infinità di link, ha solo ciò che serve all'utente. La home page di Google si apre immediatamente anche se non si ha un accesso a banda larga.

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Lo "state of the art" dell'usabilità web

Quando approdo su una qualsiasi pagina di un sito web non voglio essere costretto a pensare cosa devo fare, dove devo andare, dove cliccare per trovare le informazioni che mi interessano. Se mi costringete a farlo rischiate che chiuda il vostro sito e vada a vederne un altro. L'usabilità deve essere al primo posto.

Tre magiche parole per l'usabilità: "non fatemi pensare"

Steve Krug, nel suo famoso libro sull'usabilità web, ha sintetizzato molto bene il concetto di usabilità in tre parole: non fatemi pensare.   

Ho preso a prestito queste tre parole, che costituiscono tra l'altro il titolo del libro di Krug (Don't make me think), in quanto sono quelle che esprimono al meglio quella che è da 10 anni la mia filosofia progettuale per la creazione di un sito web. Per approfondire l'argomento leggi l'articolo "13 magiche regole per un sito vincente".   

Ma è difficile creare un sito "usabile" ed intuitivo?

Assolutamente no!  E' molto più difficile realizzare un sito non intuitivo.

 E' sconcertante vedere quanti web designer si scervellano per trovare soluzioni grafiche inusuali o inedite al solo scopo di far vedere quanto sono bravi e originali. Forse a questi "professionisti" farebbe bene leggere meno manuali di grafica e qualcuno in più sull'usabilità web. Ma la colpa in fondo non è solo loro; in Italia, nelle scuole di grafica web, si insegna molto sulla grafica e poco o nulla sull'usabilità.

Ricevo mediamente un curriculum alla settimana da parte di persone che mi chiedono di poter essere assunte o comunque di collaborare con me per la realizzazione di siti web. Nel curriculum mi dicono che sono ingegneri informatici, che hanno fatto un corso di specializzazione di 160 ore per diventare webmaster, che conoscono bene Dreamweaver, Frontpage, Linux, Windows, Office, Photoshop, Illustrator, Flash e chi più ne ha più ne metta.

Poi, per dimostrare la loro bravura, mi danno l'url dei siti che hanno realizzato.

Si tratta nel 95% dei casi di siti che non sanno cosa significhi usabilità, introvabili nei motori, e che talvolta richiedono diverso tempo per essere aperti da chi non ha l'ADSL. E ogni volta non posso fare a meno di sorprendermi che vi siano scuole ed insegnanti che si fanno pagare per mettere in grado gli allievi di fare siti web simili.

Signori imprenditori, pensateci bene prima di dire ad un professionista che vi ha proposto la creazione del sito web per la vostra azienda la classica frase "il sito me lo fa mio nipote che studia ingegneria e quindi sa fare siti".

Leggi a questo proposito l'articolo "nipoti e ingegneri".

Gianfranco Viasetti

Gianfranco Viasetti